venerdì 26 maggio 2017

Racconto di Parto n. 27

Il racconto di parto di oggi è della mamma blogger Federica aimperfectmom.com, mia amica e collaboratrice nel MAM

Racconto di Parto


Ecco il suo Racconto di Parto:

Se ripenso al parto dei miei figli, penso di essere stata davvero fortunata. Ho partorito entrambi in modo naturale, senza epidurale e senza nemmeno un punto di sutura. Tutto in modo veloce, soprattutto quello di Amalia, la mia secondogenita.
Il mio primo parto è stato quello più consapevole. Sembra stano, una primipara come può esserlo, più di una che c'è già passata e per'altro, da poco più di un anno? Eppure vi garantisco che è stato così.

Racconto di Parto di Federica
Federica con i suoi bimbi - Copyright aimperfectmom.com 

Ho rotto le acque alle cinque e diciotto del pomeriggio, si sono precisa, avevo lo smartphone sul tavolo, Mattia è nato alle 5.04 della mattina dopo. Il travaglio vero e proprio è iniziato all'una meno un quarto della mattina, quindi anche dopo aver rotto le acque (non a cascata, ma con piccole perdite) ho avuto il tempo di farmi una doccia, truccarmi e, con calma (si fa per dire) andare in ospedale. Ora del ricovero, le 21! Ero euforica, un' eccitazione pazzesca, un non so cosa succederà, ma sarà qualcosa di grande. È nel mio carattere avere più ansia nell'attesa, ma al momento clou tirare fuori tutta l'energia che possiedo. Così è stato.

Quando nel buio della mia stanza, ho sentito la mia prima contrazione da parto, vi giuro che ho capito bene cosa intendesse l'ostetrica quando mi disse: "tranquilla capirai assolutamente quando sarà la contrazione da Travaglio". Messaggio chiaro e limpido. Ricevuto senza possibilità di confondersi. Un male che è cresciuto in tempo zero. Ricordo che tra una contrazione e l'altra, da subito non passavano nemmeno due minuti. Insomma breve, ma intenso! Simone era a casa dei miei, li vicino, quindi verso le 3 di notte, ero già in sala parto da un'oretta, l'ho chiamato: "dicono che ci siamo, che entro la tarda mattinata abbracceremo Mattia!". Da quel momento un dolore sempre più forte, partorirò in tarda mattinata, pensavo? "Io muoio, aprite in due, fate qualcosa!". Lo tenevo per me. Ero profondamente delusa da me stessa, credevo avrei sopportato meglio. C'era il trucchetto, però!
In realtà, in quell'ora di deliro, io sono passata da una dilatazione di 2 a una di 8! Si, in un'ora!

Simone è arrivato, mi accarezzava la testa e mi guardava contorcermi dal male. Mi diceva: "dai tra poco vedremo Mattia!". Sappiate che la mia risposta non è stata delle più romantiche, va detto. Mi è uscita una cosa del tipo: "e che ca@@o me ne frega io muoio! Fa maleeee!". Ecco. Dopo un quarto d'ora di delirio, chiara è inequivocabile: la voglia di spingere. E nessuno, ostetrica compresa, credeva fosse possibile. Invece lo era eccome. Da quel momento, dopo che l'ostetrica visitandomi è sbiancata rendendosi conto che, in effetti, non mentivo, ricordo di essere rinata! Potevo spingere? Stavo per partorire? Non dovevo aspettare le 11 del mattino? Okey, mó Mattia esci! Proprio così! Ho iniziato a spingere con tutte le mie forze , ogni spinta un urlo che mai più nella mia vita riuscirò a fare. Non era di paura e dolore, no, era urlo ancestrale, istintivo, primitivo che mi dava una carica immensa. Quattro urla. Quattro spinte e al suono delle parole: "Mattia ora devi lasciare questo corpo!" (non me lo ricordo questo, ma ostetrica e compagno lo hanno giurato!), ecco arrivare alla luce il mio piccolo ometto!

Ricordo le sue gambine muoversi non più dentro di me, ma sulla mia pancia. Ricordo che ero quasi gelata, incredula. Potrei dire di ghiaccio, sconvolta, travolta dalla forza di una vita che nasce. Mi sono sentita una leonessa. Ce l'avevo fatta. Ce l'avevamo fatta! Le lacrime di Simone che per tutto il tempo ha tenuto sul mio ventre in subbuglio il sensore per il monitoraggio, mentre tagliava il cordone. In quel momento io sono rinata. Anzi io sono nata dando alla luce il mio piccolino. Ho capito, anche se lo avevo letto, studiato, sentito dire, che una donna è fatta per questo, che in condizioni fisiologiche, la natura le ha dato tutti gli strumenti per potercela fare. Ho tenuto quel corpicino piccolo (pesava 2770 gr, pur essendo a termine) sul mio ventre per un'ora. Non avevo idea di come attaccarlo al seno, di come tenerlo per non romperlo. Eravamo noi tre. Non importava altro.

Io ringrazio Federica per aver accettato di condividere con noi, la sua esperienza di parto. Se anche voi volete condividere la vostra esperienza di parto, potete mandarmi il vostro racconto via e-mail a: da.mamma.a.mamma2012@gmail.com.

Leggi anche tutti gli altri racconti qui: Racconti di parto

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1 commenti:

vero vero VeramenteVeronica.blogspot.it ha detto...

ognivolta diventiamo dei genitori nuovi per loro.... emozionante ..e bellissimo che anche il tuo Simone si sia commosso come il mio Lorenzo a vedere i lro piccoli capolavori nascere
complimenti fede