Racconto di parto n. 13

domenica 13 luglio 2014

Parto gemellare


Il racconto di parto di oggi è di mamma Sonia


 
 


A nove settimane, alla prima visita, dopo aver scagliato la bomba con la notizia che di bambini non ne aspettavo uno bensì due, mi hanno detto che avrei dovuto fare un taglio cesareo in ragione del fatto che, con una gravidanza gemellare monocoriale - ossia con una placenta sola - (perché le cose se si devono fare meglio farle con il botto), non avrei potuto affrontare un travaglio per una serie infinita di possibili complicanze (che mi hanno terrorizzata e che ho cercato di dimenticare presto, non riuscendoci).

Da quel momento ho avuto 24 settimane per abituarmi all'idea.

Ho fatto controlli ogni 15 giorni, sono ingrassata 17 kg (in linea con quello che mi era stato detto, partendo sottopeso), i pargoli sono stati bravissimi e sono cresciuti a dovere. A 35+6 mi hanno fissato il cesareo, i gemelli erano stimati circa 1,700 kg e mi avevano già anticipato che sarebbero potuti rimanere in neonatologia per qualche giorno. Io e mio marito eravamo preparati, almeno teoricamente.

Il 27 giugno 2011 alle 7 del mattino eravamo in ospedale. Mi hanno fatto un'ecografia ed il monitoraggio.

Tutto era nella norma. I 'bamboli' erano anche entrambi cefalici, secondo me sarebbero anche potuti arrivare in maniera naturale, ma non avevamo avuto modo di decidere diversamente.

Verso le 8 mi hanno fatta preparare, mi sono messa un camice verde che mi lasciava mezza nuda, mi hanno messo delle orribili calze bianche che mi arrivavano alle cosce e mi hanno lasciata tranquillamente sdraiata per qualche minuto da sola.

In quegli attimi, che mi sono sembrati infiniti, mi sono finalmente resa conto che ero al punto x, quello che aspettavo da tutta la vita.

Prima di portarmi in sala operatoria mi hanno chiesto i nomi dei bimbi. Sono andata un attimo in crisi perché io e mio marito avevamo deciso che li avremmo "assegnati" in base al peso. Il più piccino sarebbe stato Filippo, il più grande Alessandro. Non era possibile attendere la nascita, dovevano sapere subito chi sarebbe stato il primo e chi il secondo. Sono andata d'istinto e non ho sbagliato! (Questo si chiama c..o).

A bordo di una barella con ruote mi sono ritrovata in sala operatoria, 2 ginecologi, 2 anestesiste e 2 ostetriche, praticamente una folla, ed io che sono timida!

L'anestesista, una donna di circa 40 anni, alta e mora, mi ha sorriso da subito, mi ha spiegato come avrei dovuto mettermi per la spinale, io avevo già studiato la posizione ed ero preparatissima. Sono sempre stata un po' secchiona.

Sul fianco con le gambe piegate vicino alla pancia (vista la protuberanza non è che mi sia poi accovacciata molto) ho trattenuto il respiro. La santa donna non mi ha fatto sentire nulla.

Mi hanno sistemata e mi hanno messo un telo azzurro davanti al viso per impedirmi di vedere, avrebbero fatto prima a dirmi di togliere gli occhiali, ci sarebbe potuto anche essere Brad Pitt e non me ne sarei accorta.

Ero agitatissima, non sentivo più le gambe e avevo freddo.

Una ragazza giovanissima, probabilmente una specializzanda, mi ha accarezzato la testa 'incuffiata' per tutto il tempo, mi ha spiegato ogni passaggio, nei minimi dettagli ma con termini che anch'io, tra ansia e paura del sangue, ho potuto comprendere.

Ho sentito pressione mentre la mia ginecologa incideva, ho sentito tirare e divaricare. Nessun tipo di dolore, solo sensazioni, difficile rendere l'idea, ma è stato bellissimo, ero vigile e percepivo tutto, era come se stessero operando un'altra persona.

Alle 9.07 è arrivato Alessandro, me lo hanno fatto vedere solo per un istante, hanno parlottato un po' tra medici e me lo hanno portato via, era sul viola andante, mi hanno spiegato poi che aveva bevuto del liquido. In 40 secondi, sempre alle 9.07 è arrivato anche Filippo, lui me lo hanno messo vicino al viso, tra le lacrime per la commozione ho visto il suo faccino dolce e la sua manina curiosa mi ha accarezzato il naso.

Un attimo ed anche lui è andato in un'altra stanza.

Ho chiesto se stavano bene, - una delle poche domande che ho fatto, io, che di norma sono una che chiede qualunque cosa, perché sono curiosa - mi hanno rassicurata e, dopo poco, un'ostetrica è entrata in sala per dare i loro pesi, 2.300 kg uno, 2.100 kg l'altro.

La mia ginecologa si è lasciata scappare un 'sapevo che non erano piccolissimi ma questi sono 2 colossi'. Mi sono inorgoglita, senza merito però perché i miei due gioielli hanno fatto tutto da soli.

Mio marito li ha visti subito ed è rimasto con loro. Si sono fatti un giretto di qualche ora nella culla termica, io sono rimasta a farmi ricucire e poi me li sono trovata in stanza, bellissimi, sani e forti!

Il brutto, per me, è arrivato dopo, ero ferma a letto, flebo, catetere, morfina, tanta morfina, ma mai abbastanza. Ne chiedevo e ne volevo di più, ma dopo un po' hanno smesso di darmela, dicevano che potevo sopportare. Sì, potevo.

Il giorno dopo il parto mi sono alzata, deambulare faceva male e sembravo un bradipo ma riuscivo a portare a spasso per i corridoi i miei bimbi, fermandomi a parlare con chiunque, i gemelli attirano ed incuriosiscono, l'ho imparato bene in questi 3 anni.

Dopo 5 giorni siamo stati dimessi, dopo il calo fisiologico, che mi ha tenuta con il fiato sospeso per un po', si erano stabilizzati sui 2 kg e ci hanno lasciato andare.

Da lì è iniziata davvero la nostra splendida avventura!

Non credo potesse andare meglio, sono stata molto fortunata!

Io ringrazio Sonia per aver accettato di condividere con me e con tutti i lettori del mio blog e delle mie pagine social, la sua esperienza di parto.
Se anche voi volete condividere la vostra esperienza di parto, potete mandarmi il vostro racconto via e-mail a: da.mamma.a.mamma2012@gmail.com oppure scrivermi un messaggio privato sulla mia pagina Facebook

Ecco il banner:



 



2 commenti :

Due volte Mamma ha detto...

Che bello il racconto della nascita di due gemellini! E che emozione anche rivivere quel parto cesareo che io ho fatto due volte...
Aggiungo anche: menomale che le hanno dato la morfina! A me niente, neanche una dose...x il dolore basta la tachipirina dicevano...SEEEEEE!!!
Però noi mamme ce la facciamo sempre, e in questa occasione poi abbiamo una marcia in più!!

simona gentile ha detto...

che bel racconto...due gemelli che bello!
ciao Marina...un bacioooo

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