La Toxoplasmosi in gravidanza, cosa fare se non si è immuni.

lunedì 18 marzo 2013


 
 
La toxoplasmosi è una malattia molto frequente in Italia, si può contrarla in diversi modi: maneggiando della carne cruda, delle verdure o della frutta che sono state contaminate, bevendo latte non pastorizzato o toccando la cacca dei gatti.

Ma la Toxoplasmosi: è grave oppure no?
I sintomi sono una leggera febbre, dolori muscolari e articolari, che fanno pensare a una febbre priva di importanza. Nonostante ciò, le conseguenze possono essere nocive per le donne incinte e soprattutto per il feto.

In stato di gravidanza, i protozoi attraversano la placenta e infettano il feto, con il rischio di malformazioni cardiache, neurologiche, oculari e, in certi casi, di aborto spontaneo.
Il periodo più pericoloso per il bambino è fra la 10° e la 24° settimana di gestazione. Si stima, tuttavia, che nella metà delle infezioni contratte dalla madre, i feti non vengano contagiati. Fra quelli colpiti, l'80% nascerà normale, salvo il fatto di dover essere sottoposto a un regolare controllo medico fino al 1° compleanno.

Ecco perchè, ogni donna incinta viene obbligatoriamente sottoposta alle analisi del sangue all'inizio della gravidanza, per sapere se possiede o meno gli anticorpi di questa malattia. La loro presenza è segno di una passata infezione ed esclude praticamente ogni rischio di trasmissione al bambino. Al contrario, se la donna incinta non è protetta dovrà adottare alcune regole igieniche ed alimentari.

In primo luogo, non si potrà mangiare o toccare la carne cruda, le verdure o la frutta dovranno essere lavate accuratamente, non si potrà fare giardinaggio e in caso si abbia un gatto, la pulizia della lettiera non deve essere fatta senza indossare guanti (ma meglio farla fare al partner)
Infine, andrà evitato il consumo di uova e latte crudi, non si potrà mangiare l'affettato (tranne il prosciutto cotto) e si dovrà mangiare la carne e il pesce solo ben cotti.
 
Se si seguiranno questi accorgimenti per tutti i 9 mesi, non si correrà nessun rischio; tuttavia se la malattia si presentasse nel corso della gravidanza, la futura mamma dovrà essere curata con antibiotici fino al momento del parto.

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