COSA FARE QUANDO BISOGNA TORNARE AL LAVORO?

domenica 3 marzo 2013

 
 
Quando il congedo di maternità è agli sgoccioli, è il momento di scegliere a chi affidare il tuo bambino, per assicurarti che sia in buone mani quando tornerai al lavoro.
Ci sono varie possibilità: iscriverlo al nido, lasciarlo ai nonni, trovare una babysitter. Oppure una soluzione combinata.
Ciascuna di queste proposte ha pro e contro.
L’importante è che la fase di passaggio avvenga con gradualità e che il bimbo percepisca un’atmosfera di fiducia intorno a sé.
Per i bambini che hanno meno di un anno, la difficoltà maggiore da superare non è tanto il distacco dalla mamma, quanto la mancanza di continuità nelle cure. Sono abitudinari. Per loro, qualunque cambiamento è fonte di disagio.
Nei primi mesi di vita, la separazione dai genitori e dall’ambiente familiare dovrebbe essere limitata a poche ore al giorno.
Per i più grandicelli, che hanno già sviluppato un legame stretto con la mamma, il distacco viene invece vissuto con allarme. Per loro, allontanarsi da lei equivale a trovarsi in una condizione di pericolo. È un buon segno: vuol dire che il loro attaccamento alla figura materna è ben radicato. In ogni caso, la separazione non è traumatica se si svolge con gradualità e serenità.
Un bambino che ha già compiuto un anno e si è adattato bene al cambiamento può trascorrere anche parecchie ore al giorno al nido, con i nonni o con la tata.
Se possibile, sarebbe meglio evitare di affidare abitualmente il piccolo a mani diverse nell’arco della giornata: qualche ora all’asilo, poi un po’ di tempo con i nonni e il resto con la baby sitter.
I frequenti cambiamenti di ambiente, di modalità di cura e soprattutto della figura di riferimento possono facilmente confonderlo e scombussolare i suoi ritmi, soprattutto se il bambino è molto piccolo. Meglio piuttosto lasciarlo più ore all’asilo, se necessario, che farlo venire a prendere dai nonni alternati alla tata.
Se invece è indispensabile affidarlo a persone diverse, è opportuno che almeno siano loro a spostarsi a casa dal piccolo, e non viceversa. Il discorso vale anche se il bambino è più grandicello. Compiuto l’anno di età, incontrare i coetanei favorisce la socializzazione, ma le figure adulte di riferimento dovrebbero sempre rimanere stabili. Non a caso, nei nidi ben organizzati di solito ogni bimbo viene affidato a una singola educatrice.

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